Non si tratta di qualcosa di nuovo né di particolarmente difficile abbiamo tutti fatto un’esperienza molto simile ogni qualvolta abbiamo scattato una fotografia. In quell’occasione 1-osserviamo il mondo tridimensionale 2-da un punto di vista definito e fisso (l’obiettivo) 3-per restituire la percezione su un piano (la fotografia).
Per realizzare una prospettiva occorre dunque scegliere preliminarmente il punto di osservazione o PV e frapporre tra questo e la scena da raffigurare un piano di proiezione. Ogni punto della scena (per esempio la cima di un albero -v. figura- o di un tetto, lo spigolo di una casa) è riportato sul piano di proiezione da un raggio che lo congiunge col punto di vista. Nel disegno di solidi sono necessari e sufficienti le tracce dei raggi spiccati dai soli vertici.
In gergo tecnico possiamo esprimere gli stessi concetti dicendo quanto segue: la Prospettiva ( il disegno in prospettiva) è originata dall’intersezione di raggi proiettanti ,passanti per i punti dell’oggetto e per un centro di proiezione posto a distanza finita (LINK -Schema delle proiezioni, date dal ripasso degli argomenti del primo anno), con un QUADRO (π) posto tra i due.
Mantenendo fisso il Punto di Vista (PV), la Prospettiva cambia spostando la posizione del quadro (come se variassimo l’inclinazione della macchina fotografica).
Le differenti posizioni del quadro generano diversi tipi di prospettiva, oggi codificate dalla NORMA UNI EN ISO 5456-4:2002 ( Disegni tecnici - Metodi di proiezione - Rappresentazioni prospettiche - Technical drawings - Projection methods - Central projection) che specifica le regole di base per lo sviluppo e l'applicazione della rappresentazione prospettica nei disegni tecnici. La norma (come tutte le norme UNI) si ottiene solo a pagamento ed è reperibile QUI.
NOTA BENE
La prospettiva ci inganna, ci illude di essere di fronte a spazi, architetture, ambienti che in realtà non esistono. I grandi quadraturisti, come Andrea Pozzo (v. per esempio il suo Trionfo di S.Ignazio a Roma), erano maestri in quest’arte). Quanto la prospettiva ci presenta, però, non è ciò che davvero il nostro occhio vede contemplando la realtà, la prospettiva è un’astrazione:
1-i nostri occhi sono due e restituiscono una visione stereoscopica della realtà, fotografie e prospettive sono definite da “un occhio solo”;
2-la retina è concava mentre pellicola fotografica e foglio da disegno sono bidimensionali;
3-gli occhi sono in perpetuo, anche se impercettibile, movimento, il cervello ricostruisce ed elabora stimoli visivi incessantemente. Macchine fotografiche e Punto di Vista prospettico sono per definizione immobili.
Sotto: invenzione della prospettiva con il metodo sperimentale - incisione di Albrecht Dürer, Daraughsman Drawing a Recumbent Woman (1525)



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